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lunedì 4 luglio 2011

La sentinella del nucleare

Girovagando su internet ho trovato questa notizia "Francia esplode trasformatore, centrale nucleare in fiamme", per fortuna niente di grave, che linka poi al Guardian per questa notizia "Revealed: British government's plan to play down Fukushima" dove il governo britannico dà l'ordine di sdrammatizzare la situazione a Fukushima, The Guardian è entrato in possesso di email comprovanti il fatto. Ahhh dimenticavamo... e le centrali allagate in America eh eh eh... hanno i cazzi loro  come dimostra questo articolo, radiazioni anche lì "Radiation Coverups Confirmed: Los Alamos, Fort Calhoun".

Detto ciò buona giornata!

venerdì 17 giugno 2011

da Repubblica: L'ultima novità: il bikini fotovoltaico

L'ultima novità: il bikini fotovoltaico

Si chiama "Solar bikini", ed è un costume composto da una serie di pannelli fotovoltaici in grado di produrre cinque volt di energia elettrica. Nello slip è incorporata una porta usb alla quale possono essere collegati iPod, lettori Mp3 e telefoni cellulari. Nato da un'idea del designer americano Andrew Schneider e messo a punto dall'Interactive Telecommunications Program dell'Università di New York, il costume non è adatto a fare il bagno, ma indossarlo permetterà di essere connessi al web restando sulla spiaggia, o di ascoltare la propria musica sulla sedia a sdraio. Il costo si aggira intorno ai 200 dollari. Certo, parliamo di una vera e propria stravaganza, della serie "mai più senza"; ma che almeno ha il pregio di essere ecologicamente corretta (Foto KikaPress)

RAGAZZI VI HO SEMPRE DETTO CHE L'ECOLOGIA FA' BENE! :-)

giovedì 16 giugno 2011

Era ora!!!

Finalmente si stanno svegliando a cercare diverse fonti. Tanti piccoli rubinetti sono importanti quanto uno grande, anzi in caso di rottura di uno di questi il problema quasi non si sente, cosa che capiterebbe se fossimo dotati di un unico rubinetto seppur grande. In poche parole, le varie guerre in giro per il mondo causano innalzamenti del prezzo e a volte blocchi di fornitura, creando non pochi problemi. Se invece noi a seconda delle varie zone d'Italia sfruttiamo, l'eolico (a Trieste non ditemi che non sarebbe redditizio), le maree, la geotermia, il solare e così via secondo me saremmo meno dipendenti dagli stati esteri e volendo risparmiemmo anche parecchio. Sulle maree ho trovato questo bel esempio, vi immaginate, non avere più problemi per chissà quanto tempo!? In Italia dopo questo referendum avremmo la possibilità di partire con la ricerca in questi campi e piazzare brevetti prima degli altri, d'altronde nella ricerca sul nucleare per l'utilizzo delle centrali non sembra esserci così tanto spazio per centrali di nuova generazione, in giro nel mondo di centrali nuove ormai se ne costruiscono poche, fra l'altro con tecnologia dimostratasi "sorpassata" quindi tanto vale..

Da Repubblica.
Energia marina, l'Enea ci crede
presto la carta dei siti migliori
Due giorni di convegno a Roma per fare il punto sulle possibilità di sfruttare onde, maree e correnti. Gli scienziati sono già al lavoro per individuare le zone più adatte. "Potenziale enorme, una sfida da vincere"
di VALERIO GUALERZI

ROMA - La data è stata scelta in tempi non sospetti, ma non poteva capitare meglio. Pochi giorni dopo il referendum che spinge l'Italia in maniera ancora più decisa a perseguire lo sviluppo delle fonti rinnovabili, scienziati, imprenditori e amministratori si riuniscono oggi e domani a Roma per valutare le "Prospettive di sviluppo dell'energia dal mare per la produzione elettrica in Italia". A convocare la due giorni di confronto è l'Enea, che da alcuni mesi grazie a un finanziamento di 500 mila euro ottenuto dal ministero dello Sviluppo economico attraverso i fondi raccolti in bolletta alla voce "Ricerca di sistema elettrico" sta mappando le acque del Mediterraneo a caccia delle zone più promettenti per produrre energia. 
Rispetto a fonti più mature e consolidate come eolico, solare e biomasse, lo sfruttamento della forza di onde, correnti e maree avviene attualmente solo grazie a pochi prototipi, ma le potenzialità sono decisamente allettanti. "Il rapporto The Wave World & Tidal Market, stilato dalla società finanziaria Douglas-Westwood - rilevano dall'Enea - stima che tra il 2011 e il 2015 saranno installati nel mondo impianti che consentiranno di ricavare almeno 150 MW di energia elettrica dal moto ondoso e dalle correnti di marea. Secondo la ricerca il settore dell’energia dal mare godrà inoltre nei prossimi cinque anni di un volume di investimenti pari a 1,2 miliardi di dollari". Altre stime citate dall'Enea ricordano poi che "dal mare si possono ricavare tra i 20.000 e i 90.000 TWh/anno".
"Al momento - spiega Vincenzo Artale, responsabile dell'Unità Tecnica Modellistica Energica Ambientale - stiamo raccogliendo nuovi dati da inserire nei modelli che abbiamo messo a punto grazie a un'esperienza ventennale. Entro la fine dell'anno contiamo di consegnare a tutte le parti interessate una mappa dei siti che meglio si prestano alla realizzazione di impianti per la produzione di energia dalle correnti, dalle maree e dal moto ondoso. Oltre allo Stretto di Messina, dove sono già in corso da alcuni anni dei primi esperimenti, le zone che si presentano più interessanti sono sicuramente le coste tirreniche".
La due giorni di dibattito voluta dall'Enea è quindi un importante primo passo per far incontrare le diverse realtà scientifiche, tecnologiche e imprenditoriali che già operano in questo settore, mettendole a confronto con i responsabili della rete elettrica nazionale (Terna) e del Gestore dei servizi energetici (Gse). 
"Le prime tecnologie per lo sfruttamento dell'energia marina - ricordano ancora dall'Enea - risalgono agli  anni '70. L'esperienza italiana è sicuramente più recente ma non meno importante. Il progetto Enermar è il primo prototipo di una turbina marina ad asse verticale denominata Kobold 1, installata nello Stretto di Messina. Inoltre, grazie a un brevetto italiano, in ulteriore via di sviluppo, di una diga a cassoni denominata  Rewec3 (Reasonant Wave Energy Converter), è stato realizzato un dispositivo avanzato per lo sfruttamento dell'energia ondosa". 
"Esperienza, tecnologia e soprattutto migliaia di chilometri di coste: abbiamo tutto ciò che ci serve per vincere questa sfida", dice ancora Artale. "Il nucleare - aggiunge - in Italia praticamente non c'è mai stato e ora sappiamo che non ci sarà mai più, per questo dobbiamo cercare l'energia ovunque, a cominciare dal mare. Ma anziché pensare a nuove trivellazioni ed esplorazioni a caccia di gas e petrolio, diamoci da fare per catturare la forza del Mediterraneo. Le possibilità sono moltissime e dalle piattaforme integrate ai frangifrutti, le possibilità di catturare onde, maree e correnti con sistemi integrati poco invasivi sono moltissime".