Visualizzazione post con etichetta 12 13 giugno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 12 13 giugno. Mostra tutti i post

domenica 12 giugno 2011

E se un membro dell'AIEA dice di andare a votare si....

Sicuramente la lettera l'avrete letta, ma nel caso vi sia sfuggita la posto qui sotto. Si tratta di uno scienziato, Alberto Barocas, spiega lui stesso chi è.


"Ho lavorato una vita nel nucleare
vi spiego perché voterò sì al referendum"
Oltre due decenni di esperienza nel settore, visitando una sessantina di reattori in tre continenti, con la convinzione che le precauzioni prese negli impianti rendessero impossibile una catastrofe. Poi Three Miles Island, Chernobyl, Fukushima: tre disastri in meno di 30 anni...
di ALBERTO BAROCAS
Dopo essere stato allibito per l'incoscienza delle dichiarazioni di uno scienziato, il professor Battaglia (la pubblicazione di una sua opera scientifica con la prefazione di Silvio Berlusconi parla da sé), su un tema così importante per la sorte dell'umanità, mi sento costretto ad intervenire avendo dedicato tutta la mia vita professionale alla ricerca e sviluppo del nucleare ed essendo stato per lungo tempo "abbastanza" a favore dell'energia nucleare. 

Dopo una laurea in Radiochimica presso l'Università di Roma e successivo Corso di Perfezionamento in Fisica e Chimica Nucleare, ho lavorato presso i laboratori di ricerca del plutonio di Fontenay-aux-Roses (Francia) nelle ricerche e tecniche del plutonio per l'impianto di riprocessamento del combustibile nucleare di La Hague. Ritornato in Italia ho partecipato, nei laboratori di ricerca della Casaccia (CNEN, ora ENEA), alla messa a punto degli impianti di separazione del plutonio di Saluggia e successivamente allo studio dei siti nucleari in vista della costruzione di centrali di energia nucleare. Dal 1982 sono stato distaccato dal CNEN presso l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) di Vienna dove mi sono occupato prevalentemente di salvaguardie nucleari, in particolare per i reattori nucleari di potenza e di ricerca nel mondo. Per 22 anni ho avuto la possibilità di visitare ed ispezionare una sessantina di reattori in tre continenti, in particolare in Giappone ed in particolare proprio Fukushima. 

Durante l'intera attività ero giunto alla conclusione che le precauzioni utilizzate negli impianti nucleari fossero tali da rendere praticamente impossibile un grosso incidente nucleare. Proprio  il Giappone si presentava ai miei occhi come il modello per eccellenza di organizzazione, di perfezione, di attenzione al più piccolo dettaglio: l'energia nucleare o doveva essere realizzata così o non doveva esistere. Ed invece... Three Miles Island, Chernobyl, Fukushima... tre catastrofi in meno di 30 anni.

Oggi sono completamente convinto che i rischi dell'energia nucleari siano tali da consigliarne l'utilizzo solo se non ci fossero sulla Terra altre fonti di energia o dopo una guerra nucleare. Voterò quindi SI al referendum per le seguenti ragioni:

a) la progettazione di una centrale nucleare avviene sulla base di dati statistici puri, cioè su una probabilità estremamente bassa di un grosso incidente, anziché basarsi sul fatto che un incidente anche imprevedibile possa avvenire (per esempio: chi avrebbe mai potuto calcolare statisticamente che otto montanari dell'Afghanistan si potessero impadronire contemporaneamente di quattro jet di linea facendoli convergere sulle Torri di New York, sul Pentagono e sulla Casa Bianca? Chi potrebbe calcolare statisticamente la possibilità dell'impatto di un meteorite?) e quindi progettando nello stesso tempo le soluzioni e le difese: naturalmente questo però aumenterebbe enormemente i costi ed allora bisogna ricordarsi che l'energia nucleare è un'industria come tutte le altre, cioè che vuole fare profitti;

b) gli effetti di un grosso incidente non sono come gli altri: terremoti, inondazioni, incendi fanno un certo numero di vittime e danni incalcolabili, ma tutto questo ha un termine. L'energia nucleare no: gli effetti si propagano per decenni se non secoli, con un disastro anche economico per il Paese colpito. I discendenti delle bombe di Hiroshima e Nagasaki ancora subiscono danni. Altrimenti perché il deterrente di una guerra nucleare funziona talmente? Anche i bombardamenti "classici" causano morti molto elevate, ma non portano a danni simili per generazioni...

c) il blocco dell'energia nucleare in Italia del 1987 ha avuto il torto di fermare di botto non solo le quattro centrali in funzione (Trino Vercellese, Caorso, Latina, Garigliano) e la costruzione di Montalto con spese immani per un pazzesco riadattamento dell'impianto nucleare ad una centrale di tipo classico, ma altresì ogni tipo di ricerca nucleare, anche di eventuali impianti innovativi, creando un pericolo, dato l'impauperamento di una cultura "nucleare": non esistevano più corsi di scienze nucleari, né tecnici, né possibilità di tecnologie di difesa da eventuali incidenti in altre nazioni. E questo non è richiesto dalla rinuncia all'uso di centrali atomiche: la ricerca e lo sviluppo del nucleare dovrebbe poter continuare;

d) la presenza di impianti di produzione di energia nucleare porta ad una militarizzazione delle zone in questione: non c'è trasparenza, ogni dato viene negato all'opinione pubblica. Anche agli ispettori dell'AIEA viene proibito di comunicare con la stampa. Lo dimostra anche quello che è successo a Fukushima: il gestore ha tenuto nascosto per lungo tempo la gravità dell'accaduto. E in un territorio come il Giappone, sottoposto non solo a terremoti ma a tsunami, il costo di una maggiore precauzione per gli impianti di raffreddamento è stato tenuto il più basso possibile senza tenere conto dei rischi solamente per fare più profitto!

e) in tutto il mondo non è stato mai risolto il problema dello smaltimento delle scorie mucleari. Nell'immenso deposito scavato in una montagna di Yucca Mountain in USA si sono dovuti fermare i lavori, il maggiore deposito in miniere di sale della Germania si è dimostrato contaminato con pericoli per le falde acquifere, ecc. Il combustibile nucleare delle nostre centrali fermate è in gran parte ancora lì dopo 25 anni. D'altra parte un Paese come il nostro che non riesce a risolvere il problema dei rifiuti può dare garanzie sui rifiuti nucleari?

f) l'Italia è un paese sismico, dove l'ospedale e la casa dello studente dell'Aquila sono crollate perché al posto del cemento è stata usata sabbia. Può dare garanzie sugli impianti nucleari? E la presenza di criminalità organizzata a livelli preoccupanti può liberarci da particolari preoccupazioni nella scelta e costruzione di centrali atomiche?

g) ultima osservazione: anche se molti minimizzano gli effetti delle radiazioni nucleari, una cosa si può dire con certezza: gli effetti delle radiazioni a bassi livelli ma per tempi estremamente lunghi sugli esseri viventi non sono stati mai chiariti. Non deve essere solo il fumo a preoccupare l'opinione pubblica!

Per tutte queste ragioni penso che in Italia l'uso dell'energia nucleare non sia raccomandabile, perlomeno in questa fase della nostra storia, ed invece un miscuglio di diverse fonti di energia (eolica, solare, idrica, gas, geotermica) potrà sopperire ai nostri bisogni, accompagnato da una maggiore ricerca scientifica ed un diverso modello di vita con maggiore eliminazione degli sprechi. Io voto sì.

giovedì 9 giugno 2011

Ma è poi così davvero che sia a buon mercato l'atomo?

Ma è davvero così conveniente accendere una centrale nucleare, stoccare i suoi rifiuti che certo non sono semplicemente da mettere sotto il terreno? E poi, siamo proprio sicuri che non sia meglio rivedere il nostro consumo? Esempi pratici, dove abito io ci sono 2 centri commerciali, di cui uno proprio di fronte alle mie finestre, bene alla sera dopo l'orario di chiusura all'interno del negozio rimangono sempre accese le luci ed il più delle volte TUTTE, non solo all'interno per giunta, ma anche all'esterno, il parcheggio è illuminato a giorno! Chi paga questo spreco, e poi all'interno non è possibile accendere magari solo qualche luce e magari a led? A volte il nostro consumismo a qualcosa di infantile, mia figlia, come penso la maggior parte, non sistema mai i giochi e non c'è verso di farglielo fare, sebbene alla scuola materna sia sempre la prima a provvedere in tal senso, perchè quindi a casa non lo fà... semplice c'è mamma e papà che anche se brontolano, sgridano prima o poi provvedono. Con l'energia è la stessa cosa, lascio accesa la luce perchè tanto non succede niente, ecco pigrizia, pigrizia mentale o menefreghismo quello che volete voi, ma se la luce anzichè pagarla 10 la pagassero 1000 ci penserebbero 2 volte prima di lasciare acceso tutto. Personalmente credo che se tutte le insegne luminose o qualsiasi altra fonte di luce superflua venga spenta alla sera, diciamo dopo le 22 che risparmio ci sarebbe!? Mica a mezzanotte vado in giro per centri commerciali a guardare le vetrine! Magari nei parcheggi si fà qualcosa d'altro, di  alternativo ma questo è un altro problema...
Come ormai è abitudine, voglio lasciarvi con un bel punto interrogativo, in Italia è proprio vero che non c'è più il nucleare ;-)

mercoledì 8 giugno 2011

AVOTAR!!! Il nuovo film

E guarda cosa è successo a me che abitavo vicino a Fukushima
Ecco il continuo di AVATAR, AVOTAR, la vera storia di un abitante di Fukushima che sopravvissuto prima al terremoto, successivamente dallo Tsunami e rimasto fregato dall'uomo stesso! Si è beccato le radiazioni nucleari ed è diventato come i puffi anzi di più, ha il gene della fluorescenza, in effetti potrebbe essere un vantaggio ci vedrebbe anche al buio senza accendere le luci e quindi risparmiando energia le centrali potrebbero non essere più necessarie. Figo!!! Voglio prendermi tutta io la radiazione... qui qui da me! :-)

Ricordo che nonostante i TG della Rai diano date sbagliate si vota il 12 e 13 giugno 

p.s. l'immagine non è mia ma è stata reperita da internet.

mercoledì 1 giugno 2011

A me non me ne frega un cazzo!!!

A volte questa frase, magari solo pensata o anche solamente sussurrata, viene usata in svariati momenti della giornata. Il 12 e il 13 giugno sono due giornate dove questa frase non dovrebbe essere detta, sui referendum dell’acqua e del nucleare, per lo meno, occorre andare alle urne e votare “SI”. L’altro giorno vi ho fatto vedere un filmato postato su youtube su come è la situazione ora in Giappone, ve ne propongo un altro  http://tv.repubblica.it/copertina/le-mamme-di-fukushima/69451?video=&ref=HREC1-3 corredato da un bel articolo http://www.repubblica.it/esteri/2011/06/01/news/mamme_fukushima-17047643/?ref=HREC1-4. Da quando purtroppo qualche mese fa è successa questa tragedia mi sono ritrovato a parlare con un professore che insegna nella scuola dove lavoro ed è un geologo su come attingere ad altre fonti energetiche alternative e lui mi ha risposto che ci sarebbe un’energia in Italia a costi bassissimi e soprattutto pulita, si tratta del geotermico. Esiste una forma di geotermia detta a bassa entalpia (vi linko le immagini perché altrimenti uno penserebbe alle talpe!) http://www.google.it/search?q=geotermia+a+bassa+entalpia&hl=it&prmd=ivns&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ei=UHLmTbmEB4ywhAemmIm2Cg&ved=0CFcQsAQ&biw=1280&bih=899 che per l’uso civile combinato con il fotovoltaico renderebbe la casa autosufficiente per i propri usi, questa tecnologia è conosciuta da parecchi decenni ma non ha mai avuto uno sviluppo reale perché renderebbe di fatto le case indipendenti dall’Enel e quindi per lo Stato sarebbero parecchie entrate in meno in tasse. Vi faccio regalo di un altro link che parla dei costi di realizzazione e di … guadagno … . Pensate che regioni come la Toscana, Lazio e Campania, sarebbero in grado di produrre con la geotermia tantissima energia anche per le industrie e noi siamo ancora qua a pagare le mercedes agli sceicchi!? O forse hai nostri politici…
Ciao a presto