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sabato 23 luglio 2011

La finanza cattolica

Rieccomi qui, pimpante più che mai. In questi giorni mi sono perso un sacco di cose da postare, dalla manovra che ormai già tutti sapranno che pagheranno i più poveracci mentre gli altri se la caveranno come al solito, come quelli che con una pendenza con il fisco di 2.000 € pagheranno 150 € e se superiori, fino a 20.000 €, il 10%. Dunque un libero professionista che evada 20.000 € potrà pagarne 2.000 più eventuali spese e considerarsi tranquillo, il dipendente che ha un lordo di 20.000 € paga più di 3.000 € e senza contare le addizionali irpef che l'evasore non paga. Buongiorno evasori :-). Comunque se agli evasori non ci pensa lo stato ci penserà la Provvidenza, la Chiesa emanerà anatemi per ricordare che è giusto pagare le tasse (un comandamento se non sbaglio dice di "Non rubare") e invece... sull'Espresso di venerdì 15 luglio eccovi questo bell'articolo

sabato 2 luglio 2011

Ipotesi di calcolo dell'Irpef basato sulle 3 aliquote.

Cominciano già a comparire in rete le prime ipotesi di calcolo, ipotesi perchè come sapete è stata presentata una bozza e perchè deve ancora passare dal parlamento.
LA NUOVA RIFORMA CON 3 ALIQUOTE

Scaglioni
Attuali
Aliquota attuale
Ipotesi di aliquote future
Contribuenti
 Gettito in milioni di euro
 Risparmio pro –capite
numero
%
da 0 a 15.000
23%
20%
20.382.928
49,1%
       1.407
   69 (*)
da 15.000 a 28.000
27%
30%
13.950.914
33,6%
       5.138
368
da 28.000 a 55.000
38%
30%
5.663.385
13,6%
       2.360
417
da 55.000 a 75.000
41%
40%
734.919
1,8%
       1.589
2.162
oltre 75.000
43%
40%
790.908
1,9%
       3.010
3.805
Totale


41.523.054
100,0%
     13.503
325 (*)

Nota nella fascia sino a 15.000 euro di reddito complessivo si stima che vi siano circa 8 milioni di contribuenti incapienti.
(*) Se nel calcolo del risparmio pro-capite si escludono i contribuenti incapienti, il risparmio medio totale sale da 325 a 403 euro, mentre quello del primo scaglione di reddito sale da 69 a 114 euro.
L'immagine qui sotto invece sviluppa diverse ipotesi in base al reddito.

Riassumendo, se io ho un reddito di 20.000 € avrò un risparmio di 300€ invece se il mio reddito è di 100.000 € il risparmio sarà di 3.170€, ora parliamo di percentuali. Se su 20.000€ ho un "guadagno" di 300€ quanto corrisponde quest'ultimo in termini di percentuale? Proporzione-> 20.000:300=100:X ovvero (300*100)/20.000=1,5% dunque i 300€ corrispondo al'1,5% in più. 100.000:3.170=100:X ovvero (100*3.170)/100.000=3,17% dunque i 3.170€ corrispondono al 3,17% in più. IN SOSTANZA CHI GUADAGNA 100.000€ AVRA' UN BENEFICIO PARI A PIU' DEL DOPPIO DI QUELLO CHE PRENDE 20.000€, senza contare che sembrerebbe che modificherebbero pure le detrazioni... oltre al danno anche la beffa!? Vi lascio il commento di un presidente di un associazione "comunista"

“Con tre sole aliquote Irpef, grossi vantaggi economici  solo per il 4% circa dei contribuenti”. A sottolinearlo è il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che ha analizzato gli effetti della nuova riforma fiscale presentata ieri dal Governo Berlusconi.Anche se nel disegno di legge delega non si fa riferimento ai nuovi scaglioni di reddito, la simulazione realizzata dalla CGIA si basa sulle ipotesi circolate nei giorni scorsi. Vale a dire:
da 0 a 15.000 €, aliquota al 20%;
da 15.001 a 55.000 €, aliquota al 30%;
oltre 55.001 €, aliquota al 40%.
Se la riforma si baserà su questi presupposti, solo i contribuenti con un reddito al di sopra dei 55.000 euro avranno una forte diminuzione del carico fiscale. In pratica, poco meno del 2% di coloro che si trovano nella fascia di reddito tra i 55.000 e i 75.000 € risparmierà oltre 2.000 euro di imposta (precisamente 2.162 €). Un altro 1,9% dei contribuenti italiani con un reddito superiore ai 75.000 euro, si ritroverà in tasca quasi 4.000 € in più (per l’esattezza 3.805 €).Per le fasce di reddito più basse, invece, i vantaggi saranno molto contenuti. Se nel calcolo del risparmio pro-capite si escludono i contribuenti incapienti che non avranno nessun vantaggio da questa misura, il risparmio fiscale per i redditi da 0 a 15.000 (pari a quasi la metà dei contribuenti) sale a 114 euro (altrimenti includendo gli incapienti, il dato medio scende a 69 euro). Tra i 15.000 e i 28.000 euro, invece, il vantaggio fiscale si attesta sui 368 euro e tra i 28.001 e i 55.000 sui 417 euro. “Appare evidente – conclude Bortolussi – che siamo ancora in una fase molto embrionale e sicuramente verranno introdotte delle misure di aggiustamento. Una di queste dovrà far aumentare le detrazioni per i carichi familiari affinché i vantaggi fiscali vengano spalmati anche sui redditi medio bassi”.  



venerdì 1 luglio 2011

Tempi moderni....

Nessun commento, basta leggere.
Poi c'è questo Voli blu, ci aggiungiamo questo sulle accise, questo sulla luce e gas ed infine questo, dove la priorità è veramente quella assoluta.
Come postilla c'è anche il battibecco fra Marchionne e la Marcegaglia.
Dunque riassumiamo quello che è successo in questi giorni e che ho scritto qui sopra: in un'azienda milanese se sei donna e giovane passi dalla cassa integrazione al licenziamento, a nessun dipendente maschile è toccata questa sorte, nel frattempo i nostri politici di governo collezionano una serie di "voli di stato" da far paura, COMPRESO UN VOLO LINATE-MALPENSA! e visto e considerato che guadagnano poco, il Ministro Rotondi per primo, decidono di non abbassare i costi della politica ma di aumentare le accise, luce, gas, ticket... ecc... Certo è che in questa deriva c'è l'emergenza giustizia, non è possibile che intercettino sempre tutti!!! (personalmente credo di non essere intercettato e anche fosse si farebbero delle sganassate dal ridere), infine la diatriba tutta industriale dove Marchionne scrive alla Marcegaglia dicendogli: "ahò! ma io voglio che la nuova intesa rispecchi gli accordi fatti a Pomigliano e a Mirafiori, altrimenti me ne vado!" ed Emma gli risponde: "Ahò, ma che dici, guarda che abbiamo copiato i tuoi accordi!?" Alchè il nostro manager in maglioncino si accorge rileggendo il testo dell'accordo della Confindustria e dei sindacati che non era scritto in inglese ma in italiano...
Intanto in tv, per il momento, accordi per Santoro e la Gabanelli non c'è ne sono ancora... che dire, gli unici 2 programmi d'informazione "pesante" che al momento ci siano sul mercato.

giovedì 30 giugno 2011

Anche i ricchi piangono... sottotitolo "El ga el SUV"

Dalle risate! Scusate se sono pesante, ma ritorno sull'argomento di ieri, stavolta posto un'ottima scheda fatta dall'Ansa e una tabella che era ieri sull'Unità.
In questa tabella si può notare la ridistribuzione dei redditi in base alle aliquote IRPEF attuali, ora sotto lo schema dell'agenzia Ansa che fà il riepilogo della "presunta" manovra.
- PENSIONI, SALE ETA' DONNE, MA DA 2020: Salirà, ma in modo soft, l'età di pensione per le lavoratrici private. L'ultima ipotesi prevede l'aumento di un mese di anzianità a partire dal 2020, per arrivare a regime 10 anni dopo nel 2030
- +1% ALIQUOTA IVA, MA NON SUBITO: Non scatterà subito l'aumento dell'1% delle aliquote del 10 e del 20% dell'Iva. La norma non entra in manovra per fare cassa, ma solo nella delega per la riforma fiscale.
- FISCO: TRE ALIQUOTE IRPEF: La delega fiscale - da attuare con i tempi necessari - prevede anche l'introduzione di tre aliquote sull'Irpef (20, 30 e 40%), 5 sole imposte (Irpef Ires, Iva, Irap e Imu); la cancellazione dell'Irap dal 2014; l'imposta unificata sulle rendite finanziarie (al 20%, escludendo i Bot).
- SUPER-BOLLO SU SUPER-AUTO: Potrebbe arrivare un super-bollo per le super-auto con potenza superiore a 125 chilowatt. La norma, inserita in una delle bozze, potrebbe però saltare. Prevede che se non si paga arriva una 'multa' del 30% di quanto bisogna pagare. La tassa aumenterà all'aumentare della potenza.
- BALZELLI SU FINANZA: In arrivo un'imposta di bollo dello 0,15% sulle transazioni finanziarie. A questa si aggiunge una tassazione separata al 35% sull'attività di trading delle banche. L'aliquota del 35% si applicherà al risultato complessivo netto derivante dalla gestione delle attivita detenute per la negoziazione.
- TAGLI REGIONI: Valgono 9 miliardi nel biennio 2013-2014: 3,5 miliardi di euro nel 2013 e 5,5 miliardi nel 2014. 
- TICKET SANITA',10 EURO. Scatterà dal primo gennaio 2012 per le prestazioni specialistiche ambulatoriali. Pagheranno invece 25 euro i 'codici bianchi' del pronto soccorso.
- STOP RISCOSSIONE COATTIVA QUOTE LATTE: Il decreto prevede lo stop alla riscossione coattiva delle multe sulle quote latte. L'agente della riscossione che ha preso in carico il credito è "discaricato" della relativa quota.
- PENSIONI, PARTE IN 2014 AGGANCIO ETA' A SPERANZA VITA. Era previsto al 2015.
- PENSIONI D'ORO. Stop alla rivalutazione se sono cinque volte superiori al minimo. Per quelle pari a tre volte il minimo la rivalutazione sarà al 45%.
- MINISTRI SENZA STIPENDIO, MENO VOLI BLU: Le misure non sono nella bozza. Ma sono state anticipate nei giorni scorsi. Dal prossimo mese i ministri dovrebbero rinunciare al'assegno per l'incarico governativo mantenendo quello di parlamentare. C'é poi il pacchetto dei tagli ai costi della politica: auto e voli blu, livellamento retributivo sulla media europea, tagli a benefit al termine dell'incarico politico, tagli ai trasferimenti a Camera, Senato e organi costituzionali (anche autorità indipendenti), tagli ai finanziamenti ai partiti e data unica (Election day) per elezioni ed eventuali referendum a differenza di quello che è successo nelle ultime consultazioni.
- P.A., STIPENDI CONGELATI E BLOCCO TURN-OVER. Stop agli aumenti di retribuzione, anche accessori, per il personale delle pubbliche amministrazioni, fino alla fine del 2014. Il blocco del turn over viene poi prorogato ancora per un anno. Esclusi i Corpi di Polizia, i Vigili del Fuoco e le agenzie fiscali.
- SPENDING REVIEW. Addio tagli lineari: parte dal 2012 il processo di 'spending review' "mirata alla definizione dei fabbisogni standard propri dei programmi di spesa delle amministrazioni centrali dello Stato".
- BADANTI E PENSIONI. Dal primo gennaio del prossimo anno, la pensione di reversibilità "é ridotta, nei casi in cui il matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad età del medesimo superiori a 70 anni e la differenza di età tra i coniugi sia superiore a 20 anni.
- CATTEDRE BLOCCATE. A decorrere dall'anno scolastico 2012/2013 le dotazioni organiche del personale docente, educativo ed Ata della scuola non devono superare la consistenza delle dotazioni dell'anno scolastico 2011/2012. Novità anche per insegnanti di sostegno: uno per due disabili.
- ALTA VELOCITA'. Arriva sovrapprezzo canone, servirà ad assicurare la copertura degli oneri del servizio universale.
- IMMOBILI PUBBLICI. Arrivano "fondi d'investimento immobiliari chiusi promossi da Regioni, Provincie, Comuni.
- ANAS. Sarà divisa in Holding e Spa e arriva anche un commissario.
- GIOCHI: Si potrà giocare il resto della spesa al supermercato (massimo 5 euro). Si punta poi a un Superenalotto europeo, restiling gioco del Lotto, gare per l'allargamento della rete scommesse e delle slot machine con identificazione dei giocatori e via libera al poker nei circoli. Ma anche interventi contro la rete 'illegale'. Inasprite le sanzioni per il mancato rispetto delle norme sui giochi da parte dei minori. L'agenzia delle Entrate potrà poi richiedere tasse anche sui giochi non autorizzati.
- STUDI SETTORE: Aumentano del 50% le sanzioni per chi non comunica i dati sugli studi di settore.
- NO GARANZIE SU ACCERTAMENTI SOPRA 50.000: Viene così cancellata la norma che imponeva l'obbligo di una garanzia per gli accertamenti con adesione superiori ai 50.000 euro.

Bene, ora in base alla tabella con la dislocazione dei vari contribuenti all'interno di ogni aliquota e l'elenco appena citato, secondo voi quali saranno ad essere toccati maggiormente? Quelli che raggiungono l'aliquota del 43%? Certamente si, il super bollo!!!!! ma và! E tu caro dipendete da 20.000 € all'anno, ti abbasseranno l'aliquota, ma se andrai a fare delle visite pagherai di più ed aspetterai di più nelle liste d'attesa, la cassiera quando ti darà il resto lo farà con un gratta e vinci ed in più se sei donna andrai in pensione più tardi e quindi oltre al canonico lavoro da badante che fai ai tuoi genitori dovrai continuare ad andare al lavoro, magari assentandoti spesso e quindi con ricadute sullo stipendio, dove fra l'altro con l'attuale calcolo pensionistico, queste riduzioni nell'arco degli ultimi 10 anni di lavoro incideranno non poco. 
testo del video El Ga El SUV


mercoledì 29 giugno 2011

La stangata ad orologeria ed il nostro debito pubblico

Riporto per intero il commento di Massimo Giannini, non perchè non abbia niente da dire, anzi considerando che il mio stipendio verrebbe congelato anche per tutto il 2014 ne avrei da dire, PER 9 ANNI, (DAL 2006) NON AVRO' UN CONTRATTO E DAL 2009 NE AUMENTI E NE SCATTI D'ANZIANITÀ FINO AL 2015. 

PER AGGIUNGERE QUALCHE FIALA DI FIELE:


Anno
Debito
PIL
 % sul PIL
Governo
1.512.779
1.429.479
105,83%
Berlusconi
1.582.009
1.485.377
106,51%
Dal 16/5/06 Prodi
1.602.115
1.546.177
103,60%
Prodi
1.666.603
1.567.761
106,30%
Dal 8/5/08 Berlusconi
1.763.864
1.519.702
116,10%
Berlusconi
1.843.015
1.548.816
119,00%
Berlusconi


(Come negli ultimi 2 anni il debito pubblico è lievitato a livelli incontrollabili)


UNA LEGGE-TRUFFA per galleggiare fino alla fine di questa legislatura. Poi l'abisso, a spese di quelli che verranno. La manovra che il governo Berlusconi approverà domani in Consiglio dei ministri colpisce non per la sua entità (con la quale soddisfa effettivamente i target quantitativi concordati con la Ue) ma per la sua "slealtà" (con la quale scarica colpevolmente gli impegni qualitativi sui prossimi governi). Questa manovra illude gli italiani, inganna l'Europa e imbroglia i mercati. Il centrodestra, che ha inventato a suo tempo la "finanza creativa", lancia adesso la "finanza tardiva". La perfida ipocrisia del decreto è racchiusa non tanto nella sua nella sua dimensione economica, ma nella sua scansione temporale. Dei 47 miliardi di sacrifici totali che lo compongono, i pannicelli caldi saranno somministrati nel primo biennio (1,8 miliardi nel 2011 e 5,5 nel 2012). Le lacrime e il sangue, invece, saranno concentrate nel secondo biennio (20 miliardi nel 2013 e altri 20 nel 2014). La frode politica contenuta nell'operazione è chiarissima. Nei due anni che restano alla coalizione Pdl-Lega i contribuenti sentiranno le carezze. Dall'anno successivo, cioè in concomitanza con il ciclo elettorale, patiranno le stangate. Stangate a orologeria, dunque. La responsabilità del doloroso ma doveroso rientro dal deficit e dal debito pubblico, in altri termini, sarà in carico al futuro governo, perché quello in carica non ne vuole sapere. E i costi più dolorosi del risanamento dei conti non lo sosterranno i contribuenti che hanno votato per l'alleanza forzaleghista il 13 aprile 2008. Li pagheranno invece le future generazioni, come da collaudata tradizione dei politicanti della Prima Repubblica, abbracciata senza riserve dai replicanti della Seconda. Nel metodo, alla vigilia del vertice di Palazzo Grazioli la domanda cruciale era: chi vincerà il duello, tra il rigorista Tremonti e il lassista Berlusconi? Alla luce di ciò che vediamo, non ha vinto nessuno dei due contendenti. Ha perso l'Italia. Lo scontro in atto non era tra due irriducibili forze, ma tra due resistibili debolezze. Tremonti - isolato nel governo, privato del sostegno di Bossi e sostenuto solo dalla sponda indiretta di Bruxelles e delle agenzie di rating - ha dimostrato di non avere la forza per mettere alle corde i suoi troppi nemici interni. Berlusconi - azzoppato dagli scandali, fiaccato dall'epistassi della sua piattaforma politica e gravato dal peso del "vincolo esterno" - ha dimostrato di non avere la forza di mandare al tappeto il suo ministro dell'Economia. Il risultato di questo match non poteva che essere un compromesso al ribasso, in perfetto stile doroteo. Nel merito, è vetero-democristiana l'abitudine a infarcire di ipocrisia le manovre a cui manca la fantasia. Due soli esempi: il ripristino dei ticket sulla sanità e il blocco del turn-over nel pubblico impiego. Non c'è stato governo Andreotti dei fetenti Anni Ottanta che non abbia inserito misure del genere nella sue Finanziarie balneari. Misure che colpiscono i soliti ceti medio-bassi e preferibilmente del pubblico impiego, per altro già ampiamente bastonati dalla Legge di stabilità da 25 miliardi varata l'anno scorso, e notoriamente schierati nell'area elettorale del centrosinistra. La famosa "Italia peggiore" di Brunetta, da colpire senza pietà e senza equità. Per il resto, le norme buone stingono dentro un quadro di incertezza contabile. L'accelerazione degli interventi sulle pensioni è positiva, ma presupporrebbe un intervento contestuale a vantaggio delle prestazioni minime (ormai da fame) e delle prestazioni integrative (ancora da implementare). Il taglio dei costi della politica sarebbe eccellente, se l'operatività degli interventi non fosse (anche in questo caso) rimandata nel tempo, come nel caso della riduzione degli stipendi dei parlamentari (ma solo a valere dalle prossime elezioni) o della limitazione delle auto blu (ma solo ad esaurimento del parco macchine attualmente in circolazione). Come si raggiungeranno i 47 miliardi nel quadriennio? Il capitolo della previdenza, quello della sanità, e quello dei ministeri, dovrebbero valere grosso modo 6 miliardi ciascuno. Il totale fa 18. Da dove arriveranno gli altri 29? È un mistero. Dal mistero alla beffa: che dire dell'ulteriore colpo di scure su una scuola già distrutta, con l'accorpamento delle cattedre e il dimezzamento dei docenti di sostegno? E dalla beffa alla farsa: che dire dell'ennesima norma sulle liberalizzazioni? Si prevede un "accesso più facile al settore delle professioni", ma esclusi "i notai, gli architetti, gli ingegneri, i farmacisti e gli avvocati". Non si capisce quali professioni restino, tra quelle da liberalizzare: salvata la rendita delle corporazioni più potenti, il governo aggredirà forse quella dei barbieri, degli idraulici, dei fisioterapisti.  Su queste basi, la legge delega sul fisco non promette niente di buono. E su queste basi, non è affatto certo che le "locuste della speculazione", invece di essere confortate, non si sentano autorizzate ad aggredire questa povera Italia, fragile nell'economia e irresponsabile nella politica. Del resto, a dispetto degli allarmi e dei penultimatum, questa manovra non è che l'ultimo "test", per verificare se la crisi di governo si apre subito e si va a votare in autunno. Il compromesso doroteo implicito in questa legge-truffa consente al Cavaliere di resistere, almeno fino al 2012. Se poi sul Paese si scatena il diluvio, poco male. Saranno problemi del centrosinistra, se vincerà le elezioni. Perché devo fare qualcosa per i posteri? Cosa hanno fatto questi posteri per me? Un tempo era il motto di Groucho Marx. Oggi è la regola di Silvio Berlusconi. - Massimo Giannini - Repubblica..